Messa da Requiem • Pappano
- Lorenzo Giovati
- 9 feb 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 16 feb 2024
Roma, Auditorium Parco della Musica. 3 Febbraio 2024
Sabato sera, in un'atmosfera carica di emozione, l’orchestra e il coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia hanno offerto una preziosa esibizione in occasione della commemorazione dei dieci anni dalla scomparsa del grandissimo Claudio Abbado, eseguendo la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi.
Sul podio è salito, in un modo che non poteva essere più meritato, il maestro Sir Antonio Pappano che ha guidato le masse ceciliane con la sua consueta maestria e con profonda dedizione artistica. La sua direzione è stata meticolosa, caratterizzata da una cura minuziosa dei dettagli e da una rigorosa attenzione alla coesione tra l'orchestra e il coro. Tra i momenti più intensi della serata, spicca il poderoso Dies Irae, scandito da colpi di grancassa molto asciutti e veloci, che hanno ben rappresentato la dimensione della fragilità umana rispetto alla potenza e alla severità del giudizio divino. Anche il Tuba Mirum è stato eseguito con una sensibilità straordinaria, incentrato su un tempo più lento delle altre parti, in modo da scandire ancor più l'atmosfera tormentata del brano. Tuttavia, nonostante l'indiscutibile perizia tecnica, la straordinaria sensibilità artistica e l'impeccabile precisione della conduzione dell'orchestra e del coro, la direzione del maestro Pappano, nel suo complesso, mi è sembrata rigorosamente collocata entro un paradigma interpretativo molto tradizionale, così da risultare bellissima, ma non indimenticabile o sorprendente, a differenza di altre esperienza direttoriali dello stesso maestro, nelle quali è invece meglio riuscito a restituire una sua originale visione delle partiture (mi riferisco, ad esempio, alla Tosca e all’Otello londinesi).
Sul fronte vocale, si è esibito un cast di solisti di alto livello. Il mezzosoprano Elīna Garanča ha una classe canora indiscutibile e ha regalato al pubblico una performance straordinaria, caratterizzata da una vocalità sontuosa e da un fraseggio impeccabile.
La soprano Masabane Cecilia Rangwanasha ha sfoggiato una bella voce e una tecnica vocale notevole, affrontando con un buon risultato le sfide della partitura verdiana. Non sono mancati però alcuni momenti di instabilità nell'intonazione, soprattutto nel Libera me Domine, i quali fanno supporre che l’artista disponga, grazie allo studio, di ampi margini di miglioramento.
Il tenore SeokJong Baek ha dimostrato una tecnica esecutiva di buon livello, offrendo una resa vocale pregevole.
Il basso Giorgi Manoshvili ha regalato al pubblico una performance ottima, sfoggiando una voce scura e possente e un'interpretazione intensa e coinvolgente. La sua capacità di trasmettere la spiritualità della partitura ha contribuito in modo significativo al successo complessivo della serata.
Il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha dato prova di un'eccezionale abilità tecnica e interpretativa, aggiunta ad una potenza straordinaria, regalando al pubblico momenti di vero coinvolgimento e di emozioni intense.
L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha dimostrato una straordinaria maestria e virtuosismo, guidata con precisione dal maestro Pappano. La sezione delle trombe, in particolare, ha brillato per la sua brillantezza e la sua potenza, contribuendo in modo significativo a creare un'atmosfera di grandiosità e solennità che ha lasciato il segno.
In conclusione, il concerto è stato un meritatissimo successo.
Di seguito riporto il link per rivedere il concerto grazie alle riprese effettuate dalla Rai.